Foto della Psicologa Cristina Sassi

DIALOGHI CON I GENITORI

Salve, volevo avere dei consigli su come spiegare a mio figlio di 6 anni questa situazione del Covid… mi sembra molto spaventato, la notte si sveglia spesso e fa molti incubi, il giorno è irrequieto e nervoso… ho cercato di distrarlo e di non entrare troppo nel discorso ma vedo che non funziona.. Grazie. L.

Salve L., grazie di aver posto una questione sicuramente comune a molti genitori in questo periodo.

Anche i bambini, come noi adulti, stanno vivendo un momento di ansia e difficoltà legato all’emergenza sanitaria da Covid-19 e molto spesso tentano di farci fronte cercando di capire anche loro cosa stia accadendo e cercando una rassicurazione dei genitori.

Il primo consiglio che posso darle è quello di non evitare l’argomento, non minimizzare o ignorare le preoccupazioni di suo figlio: a volte i genitori non parlano direttamente di argomenti difficili e dolorosi per cercare di proteggere i figli dalle sofferenze, ma questa scelta lascia i bambini nella difficoltà senza un aiuto; è importante quindi parlare con lui, comprendere le sue emozioni, ascoltarlo e leggittimare le sue paure comunicandogli che potete sempre parlarne insieme.

I bambini hanno bisogno a essere informati e gli adulti possono accompagnarli in questo, possono stargli accanto e guidarli in questa ricerca di comprensione, usando un linguaggio comprensibile, stando sempre attenti alle loro reazioni. Se teme di non avere le idee chiare lei stessa per rispondere alle sue domande, cercate insieme le risposte. I siti web di organizzazioni internazionali come UNICEF, World Health Organization, Save the Children, rappresentano utili fonti di informazione al riguardo e propongono molti strumenti utili come fiabe, racconti, canzoni, animazioni e video per spiegare ai bambini cosa sia il Coronavirus, cosa può fare alle persone, a loro, chi ci può aiutare ad affrontarlo e quali sono le più importanti regole di igiene e comportamento che ci aiutano a difenderci.

Questi sono alcuni esempi di questi strumenti:
Link utili:
“Il Coronavirus spiegato ai bambini” un video cartoon semplice con un linguaggio facile da guardare insieme ai più piccoli.
“Coronavirus: un fumetto e 7 regole per spiegarlo ai bambini” la Federazione Italiana Medici Pediatri ha creato un breve video con 7 regole per proteggere bambini e adulti.
“Il Coronavirus: come lavarsi le mani”: lavarsi le mani è una delle regole principali da mettere in atto in particolare ora, ma è anche una buona abitudine da portare avanti sempre. In questo video un tutorial cartoon per insegnarlo ai più piccoli.
“Dobbiam lavare le mani”: una filastrocca aiuterà i bambini a lavarsi le mani in modo corretto, divertendosi!
“Perché ci ammaliamo?”: Luì e Sofì ci raccontano come ci si ammala così da imparare delle semplici regole per proteggerci.
“Il Coronavirus spiegato ai bambini dai bambini”: chi meglio di un bambino può trovare le parole giuste per spiegare il Coronavirus? Un video che unisce divertimento e regole utili per raccontare il virus ai piccoli.

Salve, sono una mamma disperata che non sa più cosa fare per aiutare i figli a gestire questa situazione della chiusura delle scuole: ogni giorno è una guerra!

Provo a spiegare loro con le buone ma non serve, non mi danno retta, fanno quel che vogliono. Io e mio marito siamo diventati i loro servitori 24 ore su 24, alla fine della giornata siamo sfiniti. I miei figli si approfittano del bene che gli vogliamo per fare ciò che vogliono.

Le mie amiche mi dicono che dovrei essere più severa e farmi ubbidire anche usando le punizioni, ma io non credo che funzionino con loro, diventano più aggressivi se gli vietiamo ciò che vogliono e rompono le cose a cui teniamo o piangono disperati.. e noi alla fine cediamo per avere un po’ di pace.

Non so più cosa fare! Non li sopporto più e questo mi fa sentire molto in colpa. Spero che abbia dei consigli per noi.

Salve, innanzitutto mi dispiace che nella vostra famiglia si sia creata una situazione così tesa e stancante, deve essere veramente dura dopo tutto questo periodo di quarantena! Proviamo però ad immaginare che anche le situazioni che sembrano più immutabili possano essere cambiate. Non ci sono semplici consigli o manuali di istruzioni per questo, come giustamente dice lei, non tutti i bambini sono uguali.

Il punto di partenza è chiedere a sé stessi: “perché i miei figli si comportano così?”. Lei scrive che lo fanno perché sanno che possono ottenere ciò che vogliono da voi genitori che, per il bene che gli volete, siete disposti a concedere qualsiasi cosa! E cosa vogliono i suoi figli? Immagino evitare i compiti o le lezioni on line o tutto ciò che è per loro noioso e faticoso, e magari passare il tempo a fare ciò che desiderano, che gli piace. Una cosa comprensibile direi, che è giusto perseguire nella propria vita.

Ma se diventa l’unica direzione che interessa ai suoi figli, questo che tipo di conseguenze può avere? Voi, che siete i genitori, e gli volete bene, non li sopportate più! È difficile avere a che fare con persone che pretendono una attenzione assoluta ai propri bisogni e desideri. Anche voi come genitori mi disperate e dite “possibile che non si rendano conto che ci siamo anche noi?. Accompagnare i figli a trovare il proprio modo di considerare le cose che per gli altri sono importanti è un compito importante dei genitori innanzitutto; è proprio la famiglia il contesto migliore dove insegnare ai figli che volersi bene e tenerci gli uni agli altri significa essere attenti non solo ai propri bisogni e desideri ma a quelli di tutti.

I genitori sono disponibili ma hanno esigenze anche proprie; studiare e formarsi è una necessità che gli adulti sostengono come importante. È una importante opportunità trasformare sempre più il rapporto con i figli da un essere a loro disposizione ad una guida alla costruzione di relazioni soddisfacenti e rispettose con gli altri, fatte di piaceri e di frustrazione del non essere sempre al centro delle attenzioni degli altri ai miei bisogni. Questo è importante per avere uno scambio profondo con gli altri, per sentirsi con gli altri, non solo in mezzo agli altri (che sono più o meno a mia disposizione).

Per cominciare a costruire questo cambiamento è fondamentale partire proprio dalla vostra relazione con i figli: è fondamentale che per voi abbia senso e importanza quello che provate ad insegnarli; spesso i genitori, quando sono sfiniti e non ne possono più, provano a seguire i comportamenti che gli vengono suggeriti dagli esperti come se fossero tecniche da far funzionare… e di solito, non funzionano! È la riflessione e il cambiamento che innanzi tutto coinvolge voi genitori l’unica guida ferma e sicura che vi aiuterà e vi guiderà nelle scelte per cambiare questo modo di relazionarsi dei vostri figli con voi, e vostro con i vostri figli: tutto si costruisce li.

 

DIALOGO CON GLI INSEGNANTI

Salve, sono una insegnante di scuola secondaria di secondo grado (un professionale):
Io e le mie colleghe siamo molto in difficoltà perché non riusciamo a lavorare con molti degli studenti delle nostre classi con problematiche scolastiche in questo periodo di didattica on line.

Spesso questi ragazzi non si collegano per le lezioni on line e alcune volte non si presentano neanche agli appuntamenti con le insegnanti di sostegno accampando giustificazioni poco credibili.

Abbiamo provato a collaborare con i genitori ma non sempre è possibile perché non sono presenti durante il giorno o perché anche loro non riescono a farsi dar retta.

Io e le mie colleghe lavoriamo molto per produrre materiale ad hoc per loro, per coinvolgerli, a volte diamo disponibilità fuori degli orari in cui dovremo farlo, sabati e domeniche compresi, e vedere la loro poco rispettosa risposta spesso ci innervosisce e ci fa molto arrabbiare! Cosa dobbiamo fare? Abbandonarli a loro stessi? Avremmo bisogno di qualche dritta… grazie dell’ascolto!

Prof.ssa P.

Salve P., questo è un periodo veramente complesso nelle relazioni con gli studenti, soprattutto da un punto di vista educativo; gli studenti con difficoltà scolastiche sono inclusi e sostenuti proprio dalle relazioni educative con professori e insegnanti di sostegno che li coinvolgono e li chiamano a partecipare, interessandosi e aiutandoli nelle loro difficoltà.

Adesso la presenza è diversa, è come una presenza tra parentesi, ed è molto più facile per i ragazzi sottrarsi, da questo coinvolgimento, scollegarsi dalle lezioni, non collegarsi per un colloquio. Spesso, come dice lei, anche i genitori fanno fatica ad essere presenti o comunque a far sentire una diversa presenza nella relazione con questi figli, a guidarli. Molti studenti con difficoltà scolastiche si sentono frustrati dai compiti scolastici, che già prima di tutta questa situazione non rappresentavano qualcosa di appetibile: adesso si trovano ad affrontare una situazione cambiata che aumenta le loro difficoltà, che rende più difficile l'aiuto degli adulti che di quelle difficoltà si interessano e le affrontano insieme a loro, e rende più semplice la "fuga", l'evitamento ( basta non collegarsi o disattivare il microfono e la telecamera!).

La vostra disponibilità ad ascoltarli e accoglierli è fondamentale ma non deve essere illimitata: è importante non smettere di cercarli ma in orari e tempi stabiliti perché l’assenza di limiti alla disponibilità non favorisce la partecipazione ma la sensazione di potersi muovere senza un accordo condiviso e senza dover rispettare le disponibilità dell’altro; a livello educativo è fondamentale per collaborare con chiunque, riuscire a considerare le proprie e altrui esigenze e creare accordi sulle disponibilità e cercare di rispettarli. Se questo non viene costruito succede che le parti si irritano perché non si sentono rispettate e smettono di collaborare.

Questa è una competenza di base ed è importante lavorare sempre in questa direzione a prescindere dalle difficoltà che ognuno incontra nelle proprie imprese: i risultati dipendono dalla costanza con cui ci lavorano gli insegnanti e dalle scelte degli studenti (quindi non tutta la responsabilità può essere solo dell’insegnante).

Anche cercare su questo una collaborazione con i genitori è importante: immagino che non sempre sia facile costruirla, ma ritengo che sia utile anche in questo caso, continuare con i tentativi di coinvolgimento dei genitori, comunicando loro che sono protagonisti importanti per il sostegno dei figli nel loro percorso scolastico e per affrontare le proprie difficoltà.

Ultimo punto che mi sembra importante condividere: se ci fosse nella vostra scuola un servizio di sostegno psicologico rivolto agli studenti e ai genitori fatelo presente; in certe situazioni di isolamento, chiusura, allontanamento dalle relazione con i coetanei e con la scuola, tanti ragazzi rimangono soli con le loro paure, le loro ansie, le loro angosce. È importante offrire loro un aiuto per provare a riaprire un confronto con gli altri e per ricominciare a costruire nuove strade.

Una bimba al computer