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"Com'è noto, il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, ha apportato modifiche alle modalità di valutazione degli apprendimenti per le alunne e gli alunni di scuola primaria e secondaria di primo grado, di svolgimento dell'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione e di rilascio della certificazione delle competenze, modifiche che hanno effetto già a partire dall'anno scolastico 2017/18.

Con il decreto ministeriale 3 ottobre 2017, n. 741, in corso di registrazione, sono stati disciplinati in modo organico l'esame di Stato di primo ciclo e le operazione ad esso connesse.

In questo anno scolastico anche le prove IVALSI presentano novità rilevanti, come ad esempio l'introduzione delle prove standardizzate in inglese che, per la terza classe di scuola secondaria di primo grado, prevedono la somministrazione al computer (comuter based testing).

Si forniscono, pertanto, indicazioni utili alle istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo ciclo di istruzione, per orientare da subito le attività in coerenza con le novità introdotte dalla normativa. [...]

Scarica la documentazione:

Indicazioni in merito a valutazione, certificazione delle competenze ed Esame di Stato nelle scule del primo ciclo di istruzione

Decreto ministeriale 3 ottobre 2017, n. 741

Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00070) (GU Serie Generale n.112 del 16-05-2017 - Suppl. Ordinario n. 23) note: Entrata in vigore del provvedimento: 31/05/2017

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00070/sg

Ogni persona indipendentemente dal grado di disabilità ha il diritto fondamentale di influenzare, mediante la comunicazione, le condizioni della propria esistenza.

Oltre a questo diritto di base, altri e più specifici diritti devono essere garantiti in tutte le interazioni e gli interventi rivolti a persone con disabilità grave.

Approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia con legge del 27 maggio 1991, n. 176, depositata presso le Nazioni Unite il 5 settembre 1991.
La traduzione italiana qui riprodotta è quella pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 giugno 1991.
L’UNICEF Italia sottolinea che sarebbe preferibile tradurre il termine inglese “child”, anziché con “fanciullo”, con “bambino, ragazzo e adolescente”.

CLICCA QUI PER SCARICARE LA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA - UNICEF

La Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo è stata approvata il 20 novembre 1959 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e revisionata nel 1989.

"la presente Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo affinchè esso abbia una infanzia felice e possa godere, nell'interesse suo e di tutta la società, dei diritti e delle libertà che vi sono enunciati; invita o genitori, gli uomini e le donne in quanto singoli, come anche le organizzazioni non governative, le autorità locali e i governi nazionali a riconoscere questi diritti e a fare in modo di assicurarne il rispetto per mezzo di provvedimenti legislativi e di altre misure da adottarsi gradualmente in applicazione dei seguenti principi..."

CLICCA QUI PER SCARICARE LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DEL FANCIULLO

La realtà dell’adozione è, da tempo, ampiamente diffusa nella nostra società e chiaro è il suo valore quale strumento a favore dell’Infanzia e come contribuisca alla crescita culturale e sociale del nostro Paese. In Italia, soltanto nel periodo 2010-2013, sono stati adottati circa 14.000 bambini con l’adozione internazionale e oltre 4000 con quella nazionale.
Conseguentemente, anche la presenza dei minori adottati nelle scuole italiane è divenuta un fenomeno quantitativamente
rilevante. In molti casi, inoltre, soprattutto per i bambini adottati internazionalmente, il tema del confronto con il mondo della scuola si pone in maniera urgente perché molti di loro vengono adottati in età scolare o comunque prossima ai 6 anni.

Logo INVALSI

Il decreto Semplificazioni, pone le rilevazioni Invalsi come "attività ordinaria di istituto".

Ai fini del miglioramento della qualita' dell'offerta formativa e degli apprendimenti, l'S.N.V. valuta l'efficienza e l'efficacia del sistema educativo di istruzione e formazione in coerenza con quanto previsto dall'articolo 1 del decreto legislativo 19 novembre 2004, n.286. Esso si compone dell'Invalsi, che ne assume il coordinamento funzionale, dell'Indire e del contingente ispettivo.

Homepage Invalsi: http://www.invalsi.it.

Fonti legislative: http://www.invalsi.it/invalsi/istituto.php?page=fonti_legislative

Logo regione Toscana

Gli interventi a sostegno delle famiglie si suddividono in tre tipologie:
- Contributo a favore dei figli nuovi nati, adottati o collocati in affido preadottivo (art. 2);
- Contributo a favore delle famiglie numerose con almeno 4 figli a carico (art. 3);
- Contributo a favore delle famiglie con figlio disabile a carico ed in presenza di un'accertata sussistenza nel disabile della condizione di handicap (art. 4).

Logo del Ministero dell'istruzione

"Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica" e Indicazioni operative (Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013).

 

logo regione toscanaLe presenti linee guida hanno come scopo di uniformare le procedure diagnostiche, abilitative e di presa in carico nell’ambito della Regione Toscana per gli allievi con Disturbi Specifici dell’ Apprendimento e sono redatte in conformità con quanto indicato nell’Accordo tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano e MIUR su “Indicazioni per la diagnosi e la certificazione diagnostica dei disturbi specifici di apprendimento” del 25/7/2012.

Logo del Ministero dell'istruzione

“L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Nel variegato panorama delle nostre scuole la complessità delle classi diviene sempre più evidente."